from: www.tempi-duri.it
Hideweaver
Time to rise - Demo 2004
Autoprodotto
Per un "vecchietto" come me fa piacere trovare ancora qualcuno che si ricordi come si suona l'heavy metal più puro (o come si ama definirlo adesso true metal), quello libero da qualsiasi "contaminazione" di altri generi o sottogeneri. Gli Hideweaver prendono a pieni mani dagli anni 80 quella linfa vitale che gli permette di comporre un ottimo cd senza troppi fronzoli, ma diretto che colpisce subito l'ascoltatore portandolo indietro negli anni all'epoca della N.W.O.B.H.M. o al metal americano dei Warlord, Savatage e gruppi simili. Gli Hideweaver si formano a Forlì nel 1998, dai due membri storici Fabio Rossi ed il batterista Volodia Valmori. Inizialmente suonano un death metal, con l'alternarsi di diversi musicisti. Alla fine di settembre 1999 decidono di cambiare radicalmente il loro genere musicale optando per un hard rock anni 70/80. I primi di ottobre del 1999 la band comincia a comporre un primo solido repertorio con il nome di "Burned Core". Nell'estate del 2000, con l'arrivo del chitarrista ritmico Luca Amadori e del bassista Raffaele Guarino, il genere musicale si assesta verso coordinate più heavy metal. Si sceglie un primo nome del gruppo, il quale ai tempi era "Themselves…in the last Chimera". Nell' Aprile del 2001, subentra il cantante, originario di Bari, Gianni Matera e lo stile del gruppo si assesta così definitivamente su un incontaminato "Heavy Metal", e il monicker della formazione viene abbreviato in un semplice "Themselves", e viene inciso il primo demo "…in the last Chimera" Nel 2002 per ragioni di omonimia con altra band, si decide di modificare il monicker in "Themshellves". Alla fine di dicembre 2002 cominciano le registrazioni del loro ultimo lavoro "Time to Rise" e nel dicembre 2003 si arriva alla decisione di cambiare definitivamente il nome del gruppo in quello definitivo (?) "Hideweaver".
Dopo la non breve storia dei Hideweaver passiamo ad analizzare la loro ultima fatica. Il cd si presenta veramente bene, un ottimo packaging curato in ogni particolare dalla grafica, ripresa dai dipinti di una loro concittadina Daniela A. Montanari, alla scelta di inserire i testi. Buona anche la produzione e la registazione effettuata nel loro studio privato. Gli Hideweaver come già detto ci propongono un ottimo heavy metal magistralmente suonato che, tranne per il superfluo intro, si snoda per l'intero album passando da atmosfere più melodiche a ritmi più veloci.
Dopo l'intro troviamo "Shinin' walls" un classico brano heavy metal con superbi interventi dei due chitarristi. Chitarre che lasciano il segno in tutto il lavoro "Standin' On The Fate's Shoulders" e "Victory" su tutte. "God Of The Mountain" ricorda molto Dio degli anni 80 e nella melodica e malinconica "The Dreams Crusher" si può apprezzare al meglio la voce di Gianni. Dopo la particolare "Channel H8" il disco si chiude con un cavallo di battaglia degli Hideweaver "Time to Rise". Gli Hideweaver dopo questo lavoro sono certamente sulla rampa di lancio verso il successo, basterebbe qualcuno che gli dasse la spinta giusta per "limare" quelle piccole sbavature compositive e aprirgli la porta di una casa discografica.
Ottimo lavoro ragazzi. Per contatti: info@hideweaver.com
Gianfranco Belisario