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HIDEWEAVER
Time To Rise
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 36 min
Genere: Heavy Metal
Gli Hideweaver vengono da Forlì e con "Time To Rise" arrivano
al loro secondo demo, dopo "...In The Last Chimera" del 2002 (quando
ancora si chiamavano Themselves). Il genere suonato è facilmente riconoscibile
in un heavy metal diretto e quadrato molto ottantiano, ma anche abbastanza
scontato e prevedibile.
Il demo inizia con un breve intro evocativo a cui si collega "Shinin'
Walls", fatta di ritmi prevalentemente sostenuti che decelerano nella
seconda parte del brano, salvo poi riprendere il tema iniziale della prima
parte. La struttura del brano è semplice, direi abbastanza scolastica;
l'unica cosa notevole di questo pezzo sono gli ottimi assoli di Fabio "Lanyux"
Rossi, un chitarrista veloce e tecnico ma che allo stesso tempo riesce ad
essere pulito e a mostrare un buon gusto solistico. Il suo stile mi ricorda
un po' il buon vecchio Malmsteeen (mi ha fatto notare il gruppo che gli assoli
sono divisi tra Fabio Rossi e Luca Amadori - nd teonzo). Bella anche la voce
di Gianni, impostata su tonalità medio/alte, ma che sa essere anche
grintosa. Un inizio melodico con sottofondo di tastiera apre "Standin'
On The Fate's Shoulders", mentre i riff che compongono il brano sono
in generale abbastanza cattivi e grintosi. Anche all'inizio di "Victory"
c'è molta melodia, che poi evolve in un tempo sostenuto che sorregge
una chitarra alla Judas Priest. Anche qui c'è un bell'assolo malmsteeniano.
Arriviamo ora al brano migliore del demo, ossia "God Of Mountain".
Il brano esordisce con delle atmosfere al limite del doom e si mantiene bene
o male su coordinate che mi ricordano vagamente i mitici Trouble. A ricordare
l'immortale gruppo di Chicago ci sono anche le tematiche cristiane affrontate
nelle liriche. La seguente "The Dreams Crusher" è invece
una specie di triste ballad, davvero molto bella. Da notare il melodicissimo
assolo sull'arpeggio malinconico iniziale e soprattutto un'intensa interpretazione
vocale. "Channel H8" non è nient'altro se non un banale brano
semplice e diretto, mentre la conclusiva "Time To Rise" vanta dei
tempi lenti e dei classici riffoni sabbathiani che poi si tramutano in un
mid tempo nella restante parte del brano.
Riguardo agli argomenti trattati nei testi, ce ne parla la band stessa nel
foglio di presentazione del demo: "[...] Abbiamo perciò voluto
esporre all'interno del demo alcune tematiche legate tutte da un filo conduttore
[...], passando dalle illusioni del nostro tempo e della nostra società
(Shinin' Walls) al quesito su cosa ci sarà dopo questa vita (Standin'
On The Fate Shoulders), ai grandi dilemmi dell'uomo moderno affogato nel suo
egoismo spasmodico di fronte alle esigenze salvifiche della religione (God
Of The Mountain, una rilettura della parabola di Abramo e Isacco), per poi
passare all'attualissimo e mostruoso incubo degli abusi sessuali sui bambini,
con le conseguenze che essi portano (The Dreams Crusher) ed al potere mass-mediatico
della televisione, la quale ogni giorno ci indica cosa fare per essere accettati
dal mondo ed il nuovo nemico pubblico da odiare (Channel H8)". Per quanto
riguarda la produzione del demo, direi che non è niente male; mi piace
molto il suono delle chitarre, ma in generale è tutta la band che può
godere di una produzione abbastanza potente (sempre a livello di demo). Molto
bello anche l'artwork, sia quello di copertina che gli affreschi che adornano
il libretto, molto cupi, tutti opera di una pittrice di Forlì, Daniela
A. Montanari.
Concludendo, penso che gli Hideweaver abbiano ancora enormi margini di miglioramento;
eliminando alcune ingenuità della loro musica potrebbero arrivare a
combinare qualcosa di buono. I musicisti ci sono, il cantante mi pare buono,
il chitarrista solista è ottimo. Ci sarebbe da seguire la strada indicata
da belle canzoni come "God Of Mountain" e "The Dreams Crusher",
ossia gli episodi più riusciti del demo; gli altri brani non sono brutti,
ma sanno di già sentito. Si tratta insomma del solito copione, letto
e riletto migliaia di volte.
(Randolph Carter - Giugno 2004)
Voto: 7