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Gli Hideweaver non sono altro che la nuova incarnazione dei Themselves, dei
quali mantengono la stessa formazione ed il medesimo approccio musicale, riprendendo
un percorso legato all'Heavy Metal classico, accompagnato da diversi spunti
speed e reminescenze di un Hard ottantiano, sebbene queste ultime si sentano
meno che in passato. I risultati raggiunti con "Time To Rise" sono
visibilmente superiori a quanto constatato ai tempi di "...in the Last
Chimera", demo uscito poco più di due anni fa, che non mi era parso
particolarmente irresistibile, sebbene non avesse fatto notare lacune enormi.
Non mi sorprende quindi, che "Time to Rise", una delle canzoni meglio
riuscite di quel primo demo, venga riproposta sul finale di questo nuovo lavoro
cui, non a caso credo, fornisce anche il titolo. Comunque sia, si parte con
una intro "Into the Lair" piuttosto inutile, se non a distrarre e
rendere impreparato l'ascoltatore all'assalto di "Shinin' Walls".
In questo brano, piuttosto semplice e squadrato nella struttura, si mettono
in evidenza le chitarre soliste di Fabio e Luca. Bravo anche Gianni, apprezzabile
sopratutto quando si colloca su tonalità medio-alte, ed è un piacere
notare come la produzione sia nettamente migliorata. Chitarre a farla da padrone
sia sul mid-tempo "Standin' On The Fate's Shoulders", sia sulla più
energica "Victory". Trovo che ci sia molto del Power americano tipico
degli anni '80 e pure qualcosa dei Judas Priest nel sound degli Hideweaver,
anche se poi l'andamento epico di "God Of The Mountain" ricorda Dio
ed i Warlord, ed ancor di più i Savatage. La triste "The Dreams
Crusher" è il momento più sentimentale del disco, ma non
eccelle per personalità, e in ogni caso avrebbe necessitato di una produzione
non così ruvida e meno asservita alla causa delle chitarre. A dispetto
di una mia idiosincrasia per questo tipo di pezzi non mi sembra che sia il contesto
migliore per gli Hideweaver. Infatti, non sarà nulla d'originale ma gli
preferisco lo spirito messo in mostra da "Channel H8", dove il rifferama
sembra rifarsi direttamente ai Running Wild. Riecco infine "Time to Rise",
maggiormente articolata ma capace di confortare i miglioramenti messi in atto
dagli Hideweaver.
Di questo Cd si può ancora sottolineare l'ottimo lavoro fatto a livello
grafico (con dipinti realizzati da Daniela A. Montanari) e notare tristemente
come sia dedicato alla memoria di un loro amico recentemente scomparso.
Voto: 7/10